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La Video Arte

La Nascita della VideoArt

Il battesimo della video arte si tiene nel 1963 nella città tedesca di Wuppertal.
Nell'anno in cui esce il primo LP dei Beatles ed il film Lawrence d'Arabia vince l'Oscar, il pubblico conosce anche le prime sperimentazioni di videoart, suggestive combinazioni di arte, musica e cinema.


Il padre riconosciuto è Nam Jun Paik, l'artista di origini sudcoreane che gioca con le immagini per l'intera sua vita, dalla prima esposizione ufficiale di videoart, che come ricordato risale al 1963, fino al termine della sua eccentrica carriera.
Attraverso la tecnologia, le immagini, la musica elettronica, e spinto dal desiderio incessante di innovare il mondo dell'arte e fare riflettere il pubblico, il Maestro ha sognato di costruire nuove realtà, sempre insieme ai suoi spettatori.


Nel 1965 Nam Jun Paik si aggira per la frenetica e glamour città di New York, in un giorno eccezionale in virtù della visita del Papa. L'artista riprende, con la sua piccola telecamera, prima le strade percorse dalla variegata popolazione indigena e successivamente invase pacificamente dalla folla dei fedeli e dei curiosi al seguito del Papa. La trasformazione della metropoli viene poi mostrata al pubblico per mezzo di un filmato "al naturale", senza ritocchi, tagli ed altri interventi da parte del regista.

Nel 1913 Duchamp combinava uno sgabello ed una ruota di bicicletta creando una delle sue più celebri opere d'arte intitolata Ruota di bicicletta e Nam Jun Paik fa la medesima cosa riprendendo scene di vita quotidiana, impreziosite dal tocco del genio...L'artista osserva e crea le opere attraverso strumenti che sono alla portata di tutti, ma che solo pochi talenti sanno rendere significativi.


Non sempre le opere di video arte vengono immediatamente comprese da parte del pubblico, come si addice ad ogni avanguardia che non cessa mai di sperimentare, nemmeno quando ha raggiunto la piena maturità.
Il movimento nato negli anni Sessanta ha, infatti, oltrepassato il mezzo secolo di vita, pur non risentendo in nessuna maniera del trascorrere del tempo...Giovani artisti ed artiste non si appagano di stupire ed incantare il pubblico rivelandogli attraverso occhi nuovi lo spazio, in cui viviamo con disattenzione ogni giorno, ed il corpo, con le sue infinite potenzialità nascoste.